Il digiuno fa bene? Scopri la storia della cura più forte che esista

Oggi cercherò di spiegarti un concetto scientifico e “filosofico” allo stesso tempo, il potere del digiuno.

Sicuramente hai sentito parlare del digiuno intermittente e ti sei chiesto se fosse una buona pratica che fa al caso tuo. Scopriamo cos’è, a cosa può servire e cosa succede dentro di te.

Il digiuno è un tema molto delicato, è una pratica “sacra” presente dai tempi dei tempi in tutte le culture e religioni del mondo, dove sin dall’antica grecia Ippocrate lo consigliava per alcune malattie, dove l’ayurveda, la medicina indiana, lo prevede come cura per moltissimi problemi e infine il ramadam, pratica della religione musulmana, dove ogni anno i credenti passano 31 giorni mangiando solo per metà parte del giorno. Il digiuno ha sempre avuto un ruolo centrale come strumento di cura, purificazione e consapevolezza. Facci caso a questa risorsa: quando sei malato non ti viene appetito, gli animali da sempre non mangiano quando hanno qualcosa che non va.

L’uomo digiuna da millenni, ma perchè se ne torna a parlare ora come se fosse una nuova moda?

Spero non sia entrato un concetto sbagliato di digiuno, visto come “punizione” per aver mangiato troppo o una scorciatoia per dimagrire e non introdurre calorie. Il digiuno è una pratica per ascoltare se stessi, un pratica che alleggerisce il corpo e la mente. Un momento magico che ci dedichiamo per osservare come il nostro corpo, le nostre emozioni e la nostre mente cambia in questa finestra di digiuno.

Il digiuno è prima di tutte una pratica di consapevolezza, un tempo dedicato a noi stessi, al riposo, all’ascolto. Non è per tutti, e non è possibile svolgerlo sempre nella vita con uno schiocco di dita. Anzi richiede di introspezione, ascolto e riflessioni.

Ma che dire da un punto di vista scientifico, lo hanno studiato in tanti e tra i benefici appaiono: detossificazione del corpo, miglioramento della sensibilità insulinica, riduzione dell’infiammazione e miglioramento della funzione cerebrale.
Oggi ti voglio parlare del digiuno come cura verso certe malattie.

Te lo spiego facile. La digestione è un processo che il tuo corpo mette in atto che ha bisogno di energia per essere svolto, quindi ogni volta che mangi il tuo corpo si concentra nelle 2-3 ore successive a digerire prima ed assorbire e assimilare dopo. Questa parte è fondamentale perchè con l’alimentazione prendiamo tutta l’energia per svolgere le nostre funzioni vitali, ed una parte di queste è giustamente usata per digerirli. Cosa succede quindi, ogni volta che ingeriamo o beviamo qualcosa (che non sia acqua o acqua aromatizzata o tisana) viene messo in moto tutto il meccanismo, quindi il nostro corpo sta “lavorando” e concentra le sue energie ed il sangue tutto li. Abituati come siamo adesso che da quando ci alziamo col primo caffè zuccherato e la colazione fino allo spuntino di mezzanotte, il nostro corpo tiene accesso il motore della digestione/assimilazione quasi tutto il giorno, finalemnte arriva la notte quando finita la digestione può riposare. Cosa succede quando si riposa ? Tutta quell’energia usata per digerire si può finalmente dedicare alla RIPARAZIONE e rinnovamento di tessuti, eliminazione di tossine, guarigione di una ferita o riposta immunitaria. Quindi capisci che è normale che il tuo corpo non abbia fame se sei malato, inconsciamente sa che è meglio dedicare tutte le energie per combattere la malattia invece che per digerire-assimilare. Ma ovvio che non possiamo privarci di mangiare altrimenti questa energia in un momento finirà, qual’è quindi la opzione migliore? Lasciare una finestra di digiuno più grande possibile grazie alla quale il corpo possa dedicare mezza giornata a una funzione e mezza giornata alle altre: mangiare prima la sera, non sgranocchiare tra un pasto e l’altro, infine praticare il digiuno intermittente.
Fatto importante: praticare il digiuno intermittente non significa mangiare meno quantità, non significa saltare pasti e andare a letto con la fame.

Il digiuno intermittente è una pratica che prevede di lasciare il nostro corpo a digiuno per 16 ore e mangiare le restanti 8. La cosa importante è assumere in queste 8 ore i nostri 3 pasti della giornata e le stesse calorie, quindi saranno pasti più abbondati, e dopo lasciare 16 ore al corpo per digerire ed essere leggero per dedicarsi alle altre funzioni importanti.

Per esempio puoi svegliarti alle 8 per andare a lavoro, non mangiare fino alle 11, a questo punto prevedere una colazione completa (salata ovviamente), poi pranzare alle 14 o 15 con un pasto completo e infine cenare alle 19-20. Così rimarranno dalle 20 alle 11 del giorno dopo le 15 ore di digiuno.
Si patisce la fame all’inizio? Chiaro che si, qualsiasi cambio di abitudine il nostro corpo non lo prende bene, a lui piacciono le cose sicure, quindi ci vorranno giorni per abituarlo che l’energia di cui ha bisogno la riceverà in orari differenti, ma poi come per magia, una volta abituato nessuno potrà toglierti la tua pratica di salute.

Ovviamente non importa farlo per forza, ma magari per iniziare potresti far caso a lasciare almeno 12 ore il tuo corpo a digiuno, quindi cenare alle 20 e fare colazione alle 8, invece che prendere lo spuntino all 23 e fare colazione alle 7. Sono piccole accortezze di cui però il tuo corpo ne gioverà per potergi permettere un “riposo” intestinale.

Digiunare non è “togliere”, è “fare spazio”

Se osserviamo il digiuno da una prospettiva più ampia, capiamo che non si tratta semplicemente di non mangiare, ma di creare spazio.

Spazio per il corpo, che si rigenera.
Spazio per la mente, che si alleggerisce.
Spazio per le emozioni, che emergono quando non le copriamo con il cibo.

Viviamo in una società di abbondanza, dove spesso mangiamo non per fame, ma per noia, stress o abitudine. Il digiuno, praticato con consapevolezza, ci ricorda che possiamo vivere bene anche con meno, che la vera nutrizione non è solo ciò che mettiamo nel piatto, ma anche ciò che togliamo.

Il suo valore non quindi l’effimero dimagrire, avere una dieta più povera bensì più consapevolezza e ascolto del nostro corpo. Come scriveva Platone, “chi non è capace di digiunare non è capace di vivere liberamente”.
E forse oggi, in un mondo che ci spinge a consumare sempre di più, il digiuno è davvero una delle cure più forti: quella che ci insegna che a volte, per vivere meglio, basta togliere.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

LinkedIn
Email
Telegram

Approfondisci

Articoli correlati

Benvenuti a bordo

Ciao viaggiatore, parlo proprio con te, che hai scelto di iniziare quel viaggio dentro te stesso, quel viaggio verso il benessere e la migliore versione

Leggi articolo »

Su questo sito utilizziamo strumenti di prima o terza parte che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente utilizzati per consentire il corretto funzionamento del sito (cookie tecnici), per generare report sull’utilizzo della navigazione (cookie di statistica) e per pubblicizzare adeguatamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo utilizzare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti a offrirti un’esperienza migliore.